L'Evento

Arkeda Open House

Napoli - Dicembre 2020

L'anno del web e del format giornalistico con i progetti dei super architetti per una Napoli sempre più bella e visibile

Dal numero 0 Arkeda Open House alla 3° edizione 2020

CIRCUITO APPUNTAMENTI

Arkeda Open House 2020, l’anno del web e del format giornalistico con i progetti innovativi e provocatori dei super studi di architettura napoletani: La società Cooperativa Gnosis Progetti, Interplan2Architects, KR e Associati s.r.l., Pica Ciamarra Associati, Eoss Architettura, Tecnosistem Spa di cui fanno parte S.I.A. Srl e il prof. Pasquale Miano e il gruppo di architetti Esposito, Castaldo, Prezioso

Arkeda Open House 2020, nonostante la pessima annata, ha comunque programmato per dicembre il consueto focus sull’architettura, ma rimandando al prossimo anno il tour in case, studi e cantieri di architetti napoletani o che operano in città. Grande il sostegno dell’arte, quest’anno con la sponsorizzazione dello Studio Trisorio, partner culturale di ampio respiro internazionale, nonché il supporto tecnico di Io Printo e la partecipazione in qualità di media partner di Grande Napoli. Con l’auspicio che, oltre a far luce su un universo poco esplorato dal pubblico, il mondo tecnico dell’architettura, spesso incomprensibile, ma anche universale del bello e fruibile, si tenda a progetti più visibili ed attuabili. Idee progettuali o provocazioni concettuali, per diffondere consapevolezza nella convinzione che il dialogo porta ad evidenziare necessità e opportunità di crescita. Così Arkeda Open House quest’anno presenta sette progetti di altrettanti super studi partenopei, che faranno discutere, sognare, o solo osservare una città che sta cambiando o che potrebbe cambiare, si spera sempre in meglio.

Arkeda Open House, giunto alla terza edizione senza la fiera Arkeda (organizzata da Progecta e rimandata al 2021), ha quest’anno una formula virtuale innovativa e sociale, mentre è solo rimandato ad altre date il consueto tour per studi, case e cantieri di architetti napoletani. AOH infatti, dopo gli appuntamenti scorsi, ai quali hanno partecipato alcuni tra gli studi più interessanti della città, non potendo riproporsi per il 2020 con la stessa formula, conferma il focus sull’architettura napoletana, ma si sposta sul web e sulla carta stampata, con un tema più sociale, diventato impellente durante gli ultimi mesi, compreso il lockdown, nella convinzione che l’architettura soprattutto paesaggistica dal ruolo primario nelle nostre città, oggi lo è più di prima. Ogni cittadino vorrebbe infatti architetture innovative e funzionali, futuristiche soluzioni, e senza andar troppo lontano spazi aperti, piazze, slarghi, parchi, giardini, o anche solo angoli accoglienti per scambi conviviali e culturali, dove riposarsi e ammirare il passeggio, magari a pochi minuti dalla propria abitazione. Per questo AOH già patrocinato dal Comune di Napoli, dall’Ordine degli Architetti Pianificatori e Paesaggisti di Napoli e Provincia, dall’OICE – Confindustria Associazione che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica, e ideato dalle giornaliste Annalisa Tirrito e Daniela Ricci, ha coinvolto sette studi di architetti napoletani, per raccontare, progettare, o ipotizzare un’idea innovativa, in diverse aree della città. Nello specifico La società Cooperativa Gnosis Progetti con il progetto che ha dato vita alla riqualificazione dell’area esterna dell’Aeroporto Internazionale Capodichino di Napoli. Lo studio Interplan2Architects di Camillo Gubitosi + Alessandro Gubitosi con il progetto di Riqualificazione della ex Area industriale Sofer. Lo studio KR e Associati s.r.l. con l’idea e progetto degli architetti Andrea Cassese e Clorinda Grande, dal titolo A “Scala“ umana. Lo studio Pica Ciamarra Associati di Massimo Pica Ciamarra – con il progetto Mergellina, Area pedonale integrata alla spiaggia. Lo studio Eoss Architettura di Beniamino Di Fusco e Maria De Rosa con il progetto Architettura Tessile per le corti italiane, come a Foqus, al Chiostro del Bramante. Lo studio Tecnosistem Spa di cui fanno parte S.I.A. Servizi per Ingegneria e Ambiente Srl e il professore architetto Pasquale Miano, con il progetto Riqualificazione area Napoli Est 2.0. Ed infine il gruppo di giovani architetti Fabrizio Esposito, Vincenzo Castaldo, Noemi Prezioso con il provocatorio progetto “Fuga dalla città – Un’industria verde per Napoli” conversione di Palazzo Fuga (Albergo dei Poveri) in centro di agricoltura idroponica e di ricerca. L’auspicio è, oltre che far luce su un universo poco esplorato dal pubblico, il mondo tecnico dell’architettura, spesso incomprensibile, dare un futuro al bello, renderlo visibile ed attuabile. Idee progettuali o provocazioni concettuali, per diffondere consapevolezza nella convinzione che il dialogo porta ad evidenziare necessità e opportunità di crescita.

Ci piace inoltre sottolineare che ad ogni edizione AOH c’è un artista che disegna e realizza un braccialetto da collezione che donato agli ospiti serve a riconoscere chi si è registrato e partecipa al tour, così per i primi due eventi 2018 e 2019 si sono cimentate le artiste Laura Cristinzio e poi Enza Monetti. Quest’anno senza tour si poteva evitare il braccialetto, ma si è deciso di farlo realizzare comunque, dall’artista francese napoletano d’adozione Christophe Mourey, per non interrompere la continuità ed avere il braccialetto d’artista 2020. A lui eclettico esteta è stato chiesto di rappresentare l’architettura partenopea in questo piccolo oggetto, un braccialetto, è l’ha fatto a tratto di biro, come è sua cifra e abitudine creativa, mettendo in luce particolari e simboli partenopei, mai più attuali che in questo tempo sospeso che stiamo affrontando, dove palazzi e simboli hanno la stessa dimensione e importanza. Un solo input gli è stato suggerito, mantenere il colore, per contrastare il grigiore assillante, e lui ha colto appieno lo spirito e a differenza degli altri anni dove le architetture coloravano la passeggiata del tour napoletano, per la prima volta i colori sprizzano dalla creazione, che sarà stampata quest’anno in tiratura limitata. E solo se sarà possibile organizzare la mostra dei sette progetti (ma questo si potrà decidere solo ad inizio dicembre, in alternativa rimane la versione web e giornalistica dell’evento) il braccialetto sarà donato a chi verrà in visita.

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